Il progetto

Chi chiede i dati, e perché dovresti darglieli

Un'app che vive di quello che le persone inseriscono deve dire chi c'è dall'altra parte. Questa pagina è quella risposta, compresa la parte in cui non siamo ancora arrivati.

Chi c'è dietro

Mi chiamo Marco Traina, faccio il programmatore e, come tutti, faccio la spesa. Ed è lì che ogni volta mi trovo davanti la stessa domanda senza risposta: questo prodotto, preso qui, conviene? O costa meno duecento metri più in là?

A Pavia ci sono almeno una quindicina di supermercati diversi. Ce n'è uno più comodo, uno dove ti trovi meglio, uno dove non vai mai perché è troppo distante. La scelta finisce per essere un'abitudine, e non perché ci si accontenti: perché nessuno ti ha mai messo davanti i numeri.

Cartlas è nato da lì, ed è oggi sviluppato da una persona sola.

Se qualcosa non torna, o vuoi semplicemente chiedere una cosa: info@cartlas.it. Risponde una persona, non un modulo.

Perché esiste

A volte un supermercato lo escludi perché è distante. Ma se lo stesso identico prodotto che prenderesti nel tuo negozio preferito, lì costasse sensibilmente meno? E se la spesa della settimana la potessi fare dove costa meno, con prodotti equivalenti — stesse caratteristiche, stessa qualità — a un prezzo più basso?

La distanza è parte del conto, e Cartlas non fa finta di niente: di ogni tappa in più ti dice quanti chilometri costa, e sei tu a stabilire quanto deve valere perché ne sia valsa la pena. Sotto quella soglia, il secondo negozio non te lo propone nemmeno.

Poi ci sono i discount che discount non sono, e le grandi insegne che promettono prezzi bassi per sempre. Magari è vero. Il punto è che oggi nessuno può verificarlo — e una promessa che nessuno può verificare vale esattamente quanto costa stamparla su un volantino. Cartlas serve a renderla verificabile.

Nulla ti vieta di continuare ad andare dove sei sempre andato, ci mancherebbe. Ma può darsi che accanto al prodotto che prendi da anni ce ne sia uno equivalente che costa meno, e non lo saprai mai finché qualcuno non te lo mette davanti. L'obiettivo di Cartlas è uno solo: farti risparmiare.

Il nome dice il progetto: Cartlas è cart più atlas, l'atlante dei prezzi vicino a te. In italiano suona anche come carta, che è quello che vorremmo essere — una mappa di una cosa che oggi non è mappata.

Serve la collaborazione di tutti

Io ci posso mettere il tempo e le competenze di programmazione. Quello che non posso mettere sono i prezzi: sono migliaia, cambiano ogni settimana e stanno su scaffali su cui non posso essere. Quelli può metterli solo chi la spesa la fa davvero — cioè tutti noi, dieci prezzi alla volta.

È l'unica parte del progetto che non dipende da me, ed è anche l'unica che decide se Cartlas funziona o no. Un confronto prezzi senza prezzi è una pagina vuota; con qualche centinaio di rilevazioni nella stessa città comincia a rispondere.

A che punto siamo davvero

Cartlas è in pre-alpha. Significa che l'applicazione è completa abbastanza da essere usata — si cercano prodotti, si inseriscono prezzi, si costruiscono liste e piani della spesa — ma che il numero di prezzi nel database è piccolo, e che alcune cose che ti aspetteresti non ci sono ancora.

Quello che manca, senza giri di parole:

  • Non c'è ancora un'app da scaricare: Cartlas si usa dal browser, anche dal telefono.
  • Non funziona senza connessione.

Sono i motivi per cui in questa fase preferiamo poche persone alla volta: la registrazione è aperta a chiunque, ma chi entra adesso trova un cantiere, e vale la pena che lo sappia prima.

Come si regge in piedi

Non ti verranno mai chiesti soldi. Cartlas è gratuita per chi fa la spesa e resterà tale: nessun abbonamento, nessuna funzione riservata a chi paga, nessun periodo di prova che a un certo punto scade. Se un giorno vorrai sostenere il lavoro con una donazione sarà possibile farlo, ma sarà una tua scelta, non ti verrà chiesta, e non cambierà una riga di quello che vedi nell'app.

E allora da dove arrivano i soldi. Da nessuna parte: Cartlas non ha un modello di ricavo. Un server, un dominio e una casella email costano qualche decina di euro al mese, e li paga chi sviluppa il progetto. Non c'è altro da sapere, perché non c'è altro.

Ed è una scelta, non una rinuncia in attesa di tempi migliori. Un'app che raccoglie i prezzi dalle persone e poi rivende a qualcun altro il modo in cui quelle persone cercano avrebbe due clienti, e solo uno dei due paga: il giorno in cui i due interessi non coincidono più, si sa già quale dei due vince. Qui il cliente è uno solo, ed è chi fa la spesa.

Quindi: nessuno può comprare visibilità qui dentro. Non ci sono contenuti sponsorizzati e non ce ne saranno; l'ordine con cui vedi i risultati è quello che l'app calcola, e nient'altro. La regola che viene prima di tutte le altre è che il giorno in cui l'app nasconde l'opzione più economica per favorire chi paga, ha perso la ragione per cui la gente la usa.

Come è costruito

  • L'anagrafica dei prodotti viene da Open Food Facts, interrogato quando qualcuno cerca un codice a barre. Da OpenStreetMap vengono invece i luoghi, in due modi: la geocodifica di un indirizzo o della posizione del telefono, e l'elenco dei punti vendita con indirizzo e orari. Due progetti aperti che non abbiamo costruito noi e che citiamo in ogni pagina.
  • Lo scontrino viene letto sul nostro server, da software libero che gira in casa: nessuna foto e nessun testo vengono mandati a un servizio di riconoscimento di terzi. Il codice a barre, invece, viene decodificato direttamente nel browser del telefono.
  • Questo sito non usa cookie, non ha statistiche di terze parti e non carica un solo file da un dominio esterno. I caratteri tipografici sono ospitati qui.
  • L'app tratta gli allergeni come dato sensibile: consenso esplicito, separato, revocabile, e cancellazione vera quando lo revochi.
  • Per entrare non passi da nessun servizio esterno: non c'è «accedi con Google» né con Facebook, quindi nessun altro viene a sapere che usi Cartlas. La password è conservata solo come impronta, illeggibile anche per chi sviluppa. Cambiare l'indirizzo email richiede di aprire un link mandato al nuovo indirizzo, e nel frattempo al vecchio arriva un avviso con un link per annullare il cambio, valido una settimana anche se il cambio è già stato confermato: se qualcuno entrasse nel tuo account, la casella da cui sei partito resta l'ultima parola. Cosa invece non c'è ancora.

La cosa più utile che puoi fare oggi

Non è iscriverti a una lista: è inserire dieci prezzi la prossima volta che fai la spesa. Da lì in poi il confronto comincia a funzionare per chiunque abiti vicino a te.