Un prezzo, e chi risponde di quel prezzo
Cartlas non interroga i sistemi dei supermercati: guarda gli scaffali attraverso le persone che ci passano davanti. Questa pagina spiega come, e soprattutto come si tiene in piedi la qualità di un dato che arriva da sconosciuti.
Da dove arriva un prezzo
Da una persona in un negozio. Inquadra il codice a barre, digita la cifra sul cartellino e conferma: la rilevazione viene registrata con il prodotto, il punto vendita, l'importo, il tipo (prezzo pieno o promozione) e l'istante in cui è stata vista.
Quella riga poi non si tocca più. Se domani il prezzo cambia, non si corregge la vecchia: se ne aggiunge una nuova. È una scelta di progetto e non un dettaglio tecnico — è ciò che dà a Cartlas uno storico vero invece di una fotografia sempre riscritta, ed è la ragione per cui l'app può dirti quanto è rincarato il tuo carrello negli ultimi dodici mesi.
E se il prezzo non è cambiato? Allora segnalarlo di nuovo non aggiunge una riga uguale alla precedente: conferma quella che c'è, e la sua data riparte da oggi. Il tuo contributo conta lo stesso — anzi, è quello che tiene in vita i prezzi già raccolti — ma lo storico resta leggibile invece di riempirsi della stessa cifra ripetuta. Se stai per segnalare un prezzo già presente, l'app te lo mostra prima e ti chiede se vuoi confermarlo o correggerlo.
Perché il confronto è sempre al chilo
Il prezzo sul cartellino non è confrontabile: una passata da 700 g e una da 400 g dicono numeri diversi per motivi diversi. Cartlas calcola il prezzo unitario — €/kg, €/l, €/pezzo — e ordina su quello. Il prezzo di confezione resta visibile accanto, perché è quello che pagherai in cassa, ma non è quello che decide la classifica.
È anche il modo più semplice per accorgersi dello shrinkflation: la confezione che rimpicciolisce a prezzo uguale è una riga in cui il prezzo di scaffale non si muove e il prezzo al chilo sale.
Come si tiene in piedi la qualità
Un dato inserito da chiunque è affidabile solo se il sistema è onesto su quanto lo è. Cartlas usa tre meccanismi, e nessuno dei tre è nascosto all'utente:
- Freschezza dichiarata. Ogni prezzo mostra quanti giorni ha. Superata la soglia della sua categoria — trenta giorni, quattordici per i deperibili — viene etichettato «da verificare». Non viene nascosto e non esce dal confronto: un prezzo vecchio dichiarato vale più di un prezzo vecchio spacciato per nuovo.
- Validazione incrociata. Chi vede una rilevazione può confermarla o smentirla. Le conferme indipendenti sono ciò che rende un prezzo «validato», ed è solo su quello che maturano reputazione e punti: inserire un prezzo, di per sé, non vale nulla. È la regola che toglie il senso a chi volesse inserire numeri a caso per fare punti.
- Moderazione su segnalazione. Un prezzo contestato o segnalato finisce in una coda che un moderatore lavora davvero, e chi si vede rifiutare una rilevazione può contestare la decisione. Le regole della community e la procedura di risoluzione delle dispute sono pubbliche dentro l'app.
Nessuno di questi meccanismi rende impossibile un dato sbagliato. Rendono possibile accorgersene, che è l'unica cosa onestamente promettibile.
Che cosa non è crowdsourced
Solo il prezzo e la disponibilità arrivano dalle persone. Il resto della scheda prodotto — nome, marca, formato, ingredienti, valori nutrizionali, allergeni, additivi, materiali della confezione, Nutri-Score, Eco-Score, gruppo NOVA — arriva da Open Food Facts, un database costruito e verificato da una community di volontari. Non è un processo che gira da solo: Open Food Facts viene interrogato quando qualcuno cerca un codice a barre, e quello che trova ti viene mostrato prima di finire a catalogo.
I luoghi arrivano invece da OpenStreetMap, e li usiamo in due modi diversi. Il primo è la geocodifica: quando digiti un indirizzo o lasci che sia il telefono a dire dove sei, è OpenStreetMap a trasformare quel testo — o quelle coordinate — in un posto sulla mappa, ed è così che l'app sa quali supermercati ti stanno intorno e quanto distano. Il secondo è l'elenco dei punti vendita: nome, insegna, indirizzo, comune, CAP e orari di apertura vengono importati dalla mappa aperta, e corretti a mano dove serve.
OpenStreetMap non c'entra con i prodotti e non c'entra con i prezzi: dà i luoghi, e nient'altro.
Entrambi sono distribuiti con licenza ODbL, che ci permette di riusarli a condizione di citarli in modo visibile e riconducibile alla fonte. È quello che fa la pagina Fonti dei dati e crediti, ed è il motivo per cui quella riga sta in fondo a ogni pagina di questo sito.
Cosa non facciamo
- Non abbiamo accordi con le insegne. Nessun supermercato ci fornisce prezzi, nessuno li approva, nessuno può farli togliere perché non gli piacciono. Se un'insegna ritiene che un prezzo attribuito a un suo punto vendita sia sbagliato, può segnalarlo come chiunque altro.
- Le immagini non restano da nessuna parte. La lettura del codice a barre avviene sul tuo telefono: i fotogrammi vengono decodificati lì e scartati, e al server non ne arriva nessuno. L'unica immagine che può partire è la foto di uno scontrino, e solo se sei tu a caricarla: viene letta per estrarne le righe e poi non viene conservata, né su disco né a database. Nessuna immagine caricata da una persona viene mostrata a un'altra.
- Non vendiamo niente a nessuno. Non la cronologia di una persona, e nemmeno il dato aggregato: Cartlas non ha clienti paganti, non ha dashboard vendute ai produttori o alle catene, non ha contenuti sponsorizzati. Un'app che raccoglie i prezzi dalle persone e poi rivende a qualcun altro il modo in cui quelle persone cercano avrebbe due clienti, e solo uno dei due paga — come si regge in piedi spiega perché qui ce n'è uno solo.
E se il prezzo che trovo non c'è più?
Succederà. Un prezzo è la fotografia di uno scaffale in un momento, e gli scaffali cambiano. Per questo ogni cifra porta la sua data, e per questo la cosa più utile che puoi fare quando trovi una differenza è inserire il prezzo nuovo: a quel punto è la tua rilevazione, più fresca, quella che gli altri vedranno per prima.
Il primo prezzo lo mette qualcuno
Un confronto prezzi non parte da solo: finché nessuno inserisce nulla, non c'è niente da confrontare. È esattamente il punto in cui siamo.